mercoledì 6 febbraio 2019

Modem x fibra: si può scegliere il proprio modem

E’ possibile scegliere liberamente il modem a prescindere dalla soluzione proposta dall’operatore telefonico, anche se si ha già un vecchio contratto che lo include e da cui si può recedere senza dover pagare penali.  
La delibera dell'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) n. 348/18/CONS stabilisce che tutti gli utenti hanno il diritto di poter scegliere quale modem utilizzare per la connessione a internet a prescindere dalla soluzione proposta dall’operatore telefonico da cui sono serviti; per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera, in cui il consumatore utilizza a titolo oneroso il modem dell’operatore, è previsto che riceva un’offerta commerciale con il modem a titolo gratuito oppure che possa recedere dal contratto senza nessuna spesa semplicemente restituendo il modem.
Qualora un operatore si rifiuti, è consigliato di inviare un reclamo alla società appellandosi alla Delibera 348/18/CONS. Nel caso di risposta non soddisfacente si può attivare una procedura di conciliazione. per tramite di un'associazione di consumatori di propria scelta. 

giovedì 24 gennaio 2019

I: cambio contatore GAS




Da: Paolo Orio <paolo.orio17@gmail.com>
Inviato: giovedì 24 gennaio 2019 11:00
A:
Oggetto: Fwd: cambio contatore GAS

Cara xxx ecco quanto. L'associazione CODICI ha scritto un bel documento al riguardo,nel quale si precisa la NON obbligatorietà della sostituzione dei vecchi contatori. Diverso il discorso per nuove abitazioni ove non sia presente un vecchio contatore. Nel qual caso si potrebbe inviare una missiva al gestore richiedendo come garanzia scitta, di inibire la trasmissione wireless in remoto e solo quella via cavo allegando anche la motivazione attraverso l'inoltro di un tuo certificato di ehs.Vi è il problema però di possibile corrente sporca. Bisogna vedere e chiedere ogni quanto viene inviata la lettura ( 15 min? 1ora? ecc). Paolo


https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2017/11/15/news/nuovi_contatori_del_gas_siamo_obbligati_a_sostituirli_-180976074/
http://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/nuovi-contatori-la-sostituzione-non-e-obbligatoria-i-consumatori-possono-rifiutarsi/
per non parlare del fatto importante che nei libretti di istruzione degli smart meters scaricabili anche on line, ce ne sono vari tipi, non viene assolutamente precisato con chiarezza ogni quanto c'è la lettura in remoto, quanto dura l'emissione, a che frequenza e se tra una lettura e l'altra lo smart meter non ha emissione alcuna. Unireti-A2A non ha saputo dirmi nulla per ora di questo.



.......

lunedì 3 settembre 2018

Nuovi contatori ENEL: è possibile rifiutarsi





vedere

http://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/nuovi-contatori-la-sostituzione-non-e-obbligatoria-i-consumatori-possono-rifiutarsi/


lunedì 4 giugno 2018

Il TAR del Lazio fa spegnere il wifi in una scuola

Il TAR del Lazio ha deciso che le antenne elettromagnetiche sulla scuola materna ed elementare Cairoli e sul liceo Tacito, nel I Municipio, nel quartiere Prati-Trionfale devono essere definitivamente spente,

https://www.orizzontescuola.it/inquinamento-elettromagnetico-tar-del-lazio-le-antenne-devono-essere-poste-lontano-dalle-scuole/



sabato 12 agosto 2017

Bloccata la installazione di un'antenna nella isola d'Ischia ma ...

... per motivazioni esclusivamente urbanistico, paesaggistico, sismico ... e non per il profilo sanitario !

Il risultato in ogni caso è positivo ma il comitato NoElettrosmog locale giustamente protesta!
Vedere qui



Ancora la polemica sull’antenna. Le accuse del portavoce Antonio Trani

Lo sospettavamo e facevamo bene a farlo: il ripetitore di Via Provinciale Fango a Lacco Ameno è illegittimo. Non poteva e non doveva essere installato. Lo afferma lo stesso legale chiamato dal Comune ad esprimersi sulla regolarità dell’operazione. L’avv. Molinaro – sia ben chiaro – ha redatto un parere che riguarda esclusivamente il profilo urbanistico – edilizio, paesaggistico e sismico della vicenda. Egli lascia da parte le problematiche relative all’impatto sulla salute umana delle emissioni elettromagnetiche dell’antenna. Ma ai fini pratici cambia poco: quell’antenna non può e non deve stare dov’è.
La CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) presentata al Comune non meritava accoglimento. Dalla sua lettura emergono macroscopici profili di illegittimità. La più evidente di tutte, la pretesa esenzione dall’ottenimento della autorizzazione paesaggistica in base all’art. 2 del d.P.R. 31/2017: una norma confezionata “ad hoc” per “manifestazioni, spettacoli, eventi o esposizioni e vendita merci (…)”. Ebbene, il “periodo estivo”, indicato nell’istanza come motivo della richiesta installazione, non è un evento, né una manifestazione né nessun’altra cosa, indicata nella norma, che potesse esimere la Tim, dal munirsi preventivamente dell’autorizzazione paesaggistica. La medesima autorizzazione – tanto per capirci – per la quale tanti ischitani vanno a finire sotto processo davanti al Giudice Panela, per opere edilizie, anche molto piccole, che modificano l’ “aspetto dei luoghi”.
Il Comune doveva, quindi, nei venti giorni successivi alla sua presentazione, comunicare all’autore della CILA i motivi che impedivano il montaggio dell’antenna. Motivi, alcuni dei quali – a quanto sembra – erano abbastanza evidenti. Non lo ha fatto e per tale motivo l’antenna è stata montata. Ebbene, che una tale fortunosa “disattenzione” ci sia stata proprio in relazione ad una pratica della madre di un alto funzionario comunale – rendendo in tal modo, di fatto, possibile una cosa che possibile non era – fa in modo che il tutto sia abbastanza increscioso. Come del resto avevamo sin dall’inizio presagito. L’antenna quindi è illegittima ed ogni giorno che essa resta in sito è un giorno di troppo. Il deposito di un parere legale di tale contenuto ha avuto l’effetto di cambiare completamente i piani di reazione e protesta del Comitato spontaneo di cittadini, formatosi per chiedere la rimozione dell’antenna del Fango.
La riunione, tenutasi ieri 9 agosto in una delle abitazioni vicine al ripetitore – cui ho partecipato – ha visto la presenza di un nutrito drappello di lacchesi. Confesso, molti di più di quelli che mi aspettavo. Il Comitato, che potremmo chiamare “No Elettrosmog a Lacco Ameno”, solo ed esclusivamente in considerazione dell’avvenuto riconoscimento della illegittimità dell’impianto radiante, ha sospeso temporaneamente la manifestazione che era in programma e già organizzata per quello stesso giorno, come pure tutte le altre iniziative di protesta e di denunzia già organizzate e pronte per essere poste in essere.
Detto Comitato resta in stato di agitazione permanente in attesa della prossima e – si ritiene – obbligata rimozione della illegale antenna, riservandosi di agire nel caso in cui il Comune non adotti i provvedimenti consequenziali e dovuti. Il Comitato ha deciso di chiedere, inoltre, all’Amministrazione di essere consultato preventivamente quando sarà approvato un regolamento per l’installazione sul territorio comunale dei ripetitori per la telefonia mobile, rivendicando il proprio diritto a partecipare alla formazione di tale provvedimento, che deve essere condiviso con la popolazione e non può essere lasciato, senza alcun controllo, nelle mani di questa Amministrazione, che, purtroppo, nel caso di specie, ha dato innegabilmente una prova veramente pessima di sé.

domenica 25 giugno 2017

Una sentenza positiva, quella di Verona

alleghiamo

copia della sentenza:  qui
copia di uno estratto in inglese:  qui 

lunedì 1 febbraio 2016

Consiglio di Stato boccia una Regione perché troppo attenta ai limiti espositivi !



Consiglio di Stato, Sez. III, n. 5664, del 14 dicembre 2015

Elettrosmog.Illegittimità ordinanze del Presidente della Giunta Regionale per la delocalizzazione degli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva



Sono illegittime le ordinanze del Presidente della Giunta Regionale emanate in base agli accertamenti effettuati dall'ARTA dai quali è emerso il superamento dei limiti per i campi elettromagnetici di cui al DPCM 8 luglio 2003, sia per quanto concerne i valori di attenzione sia per gli obiettivi di qualità, in quanto viziate da incompetenza e violazione di legge, perché la norma recata dall’art. 28 comma 7 del D.Lgs. n. 177/2005 non conferisce alla Regione il potere di disporre la delocalizzazione, ma le consente soltanto di richiedere al Ministero delle Comunicazioni di provvedervi.