lunedì 2 dicembre 2019

Come un Comune può contrastare l'arrivo di nuove antenne (5G)

Qui di seguito le indicazioni che provengono dall Avv Stefano Bertone e ANPCI.


Attuazione del principio di precuazione

premesse

Il presente documento è stato predisposto dallo Studio Legale Ambrosio e Commodo di Torino, Avv. Stefano Bertone, in accordo con Alleanza Stop5G ed Associazione Italiana Elettrosensibili
Missione del Sindaco è quella di attuare l’art 32 della Costituzione (diritto alla salute dei propri concittadini) , avendo ben presente l’art. 191 del Trattato costitutivo della Comunità Europea in cui si cita che la politica comunitaria è fondata su principi della precauzione  e della azione preventiva sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte dei danni causati all’ambiente.

Il Sindaco ha ben chiaro come anche come la recentissima Direttiva CE 2018/1972 del 11.12.2018 per la  creazione del Codice delle Comunicazioni Elettroniche ponga tra le premesse la necessità imperativa  di assicurare che i cittadini non siano esposti a campi elettromagnetici a livelli dannosi per la salute, ma anche nell art 45 di ridurre l’esposizione della popolazione riducendo l’impatto dei CEM (ai sensi della Raccomandazione 1999/519).

istruttoria

Il Sindaco ai sensi della legge quadro per la prevenzione ai CEM Legge 36/2001 predispone un Regolamento attraverso la seguente istruttoria.

1.       Richiesta ai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Industria, alla Regione, all’ARPA di attestare per iscritto l’assoluta innocuità per la popolazione dell’eventuale esposizione alle radiofrequenze (ed es. per il 5G) chiedendo altresì di rendere noti gli studi eventualmente contenuti

2.       Simulazione del livello addizionale dei CEM a fronte della installazione di antenne 5G con indicazione della metodologia utilizzata

3.       Perizia medico legale degli effetti paventati per la esposizione della popolazione ai CEM evidenziati

4.       Raccolta di dati di popolazione locale (bambini, elettrosensibili, malati oncologici, Parkinsson, etc.)

5.       Garanzia formale del gestore tramite un questionario:
a.       Se sono in grado di garantire che le radiofrequenze in parola siano innocue alla salute umana
b.      Se si, se sono in grado di assumersi la responsabilità civile e penale per eventuali danni alla salute umana che dovessero verificarsi  a causa della esposizione a dette radiofrequenze



A conclusione della istruttoria il Comune redige un Regolamento che ad es. prescrive che nell’area comunale non possono essere installate stazioni radiobase ed altre antenne connesse alla tecnologia 5G.

sabato 24 agosto 2019

Consiglio di Stato riafferma la supremazia delle autorizzazioni per torri radio

Questa recentissima sentenza del Consiglio di Stato riafferma la estrema gravità del Dlgs 259/2003 detto Codice delle comunicazioni elettroniche nonché Legge Gasparri.

Dà estremo potere alla autorizzazione alla installazione di stazioni radiobase noncurante di ogni richiesta dei cittadini ... inoltre ricorda che la valutazione dell'ARPA è esclusivamente finalizzata alla fattibilità tecnica della struttura e non alla ad es. alla simulazione del livello di emissioni.

Unico vincolo è quello di tutela del bene ambientale (oasi ?!) e culturale (deturpa il panorama ?!).


Si deve puntare ad interventi legislativi che minino gli effetti di questa deleteria legge 'gasparriana' !!!



venerdì 16 agosto 2019

Antenna sul condominio ?

dal blog della Associazione SOTTOCORNO




ANTENNA RADIO BASE DI TELEFONIA MOBILE SUL TERRAZZO? SOLO SE L'AMMINISTRATORE INFORMA DEI RISCHI SULLA SALUTE E VIENE ACCETTATA ALL'UNANIMITA'


L'installazione di un’antenna telefonica su un lastrico solare condominiale è lecita soltanto in presenza di una delibera assunta all'unanimità dai condomini perché la sottrazione di una rilevante porzione del tetto, prima liberamente fruibile, pregiudica il diritto di comproprietà sul bene comune di cui godono tutti i condomini. 
La questione di un’autorizzazione all'installazione di un’antenna per la telefonia mobile sul tetto del palazzo, a delibera condominiale, è stata affrontata dai giudici in tutti e tre i gradi di giudizio. In un recente contenzioso una condomina, ad esempio, aveva contestato che l’antenna telefonica installata sul lastrico solare ne comprometteva l’utilizzo; inoltre, sempre secondo la condomina, la delibera era viziata poiché era stata approvata senza l’unanimità dei partecipanti.
Il Tribunale di Milano ha accolto la domanda e dichiarato la nullità della delibera. In secondo grado, la Corte di Appello di Milano ha confermato la pronuncia. Difatti, a parere dei giudici d’appello, vi è stata la violazione dell’art. 1120, comma 2, c.c., che disciplina le innovazioni in condominio, perché l’antenna, a causa delle dimensioni dell’impianto e delle sue caratteristiche, pregiudicava l’utilizzo del lastrico solare.Nel giudizio di legittimità, la Corte di Cassazione, con pronuncia del 8 ottobre 2018, n. 24767, ha condiviso il ragionamento espresso dai giudici di merito, rigettando il ricorso proposto da uno dei condomini favorevoli all'installazione dell’antenna. Pertanto, secondo la Suprema Corte, la delibera dell’assemblea condominiale che autorizzi l’installazione della stazione radio per la telefonia mobile cellulare - con l’occupazione permanente di una parte del lastrico di proprietà condominiale - deve essere adottata, a pena di nullità radicale, con il consenso unanime di tutti i condomini.
Siamo di fronte a un’innovazione “vietata” ai sensi dell’art. 1120, comma 2, c.c., anche per due ordini di motivi: per le caratteristiche strutturali dell’edificio, in quanto l’installazione comporta una disarmonia e un’alterazione del decoro architettonico; per l’utilizzazione della cosa comune, in quanto l’opera implica una riduzione quantitativa del tetto e un pregiudizio intollerabile poiché permanente.
Di contro, l’amministratore può essere autorizzato dall'assemblea condominiale a stipulare un contratto con una società telefonica per l’installazione in una parte comune dell’edificio di una stazione radio-base per la telefonia mobile, purché abbia preventivamente informato i condomini dei possibili rischi che le onde elettromagnetiche emesse possono arrecare alla salute e siano stati conseguentemente posti in grado di valutare tali rischi (Trib. Milano 23 ottobre 2002, n. 12663)


mercoledì 6 febbraio 2019

Modem x fibra: si può scegliere il proprio modem

E’ possibile scegliere liberamente il modem a prescindere dalla soluzione proposta dall’operatore telefonico, anche se si ha già un vecchio contratto che lo include e da cui si può recedere senza dover pagare penali.  
La delibera dell'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) n. 348/18/CONS stabilisce che tutti gli utenti hanno il diritto di poter scegliere quale modem utilizzare per la connessione a internet a prescindere dalla soluzione proposta dall’operatore telefonico da cui sono serviti; per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera, in cui il consumatore utilizza a titolo oneroso il modem dell’operatore, è previsto che riceva un’offerta commerciale con il modem a titolo gratuito oppure che possa recedere dal contratto senza nessuna spesa semplicemente restituendo il modem.
Qualora un operatore si rifiuti, è consigliato di inviare un reclamo alla società appellandosi alla Delibera 348/18/CONS. Nel caso di risposta non soddisfacente si può attivare una procedura di conciliazione. per tramite di un'associazione di consumatori di propria scelta. 

giovedì 24 gennaio 2019

I: cambio contatore GAS




Da: Paolo Orio <paolo.orio17@gmail.com>
Inviato: giovedì 24 gennaio 2019 11:00
A:
Oggetto: Fwd: cambio contatore GAS

Cara xxx ecco quanto. L'associazione CODICI ha scritto un bel documento al riguardo,nel quale si precisa la NON obbligatorietà della sostituzione dei vecchi contatori. Diverso il discorso per nuove abitazioni ove non sia presente un vecchio contatore. Nel qual caso si potrebbe inviare una missiva al gestore richiedendo come garanzia scitta, di inibire la trasmissione wireless in remoto e solo quella via cavo allegando anche la motivazione attraverso l'inoltro di un tuo certificato di ehs.Vi è il problema però di possibile corrente sporca. Bisogna vedere e chiedere ogni quanto viene inviata la lettura ( 15 min? 1ora? ecc). Paolo


https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2017/11/15/news/nuovi_contatori_del_gas_siamo_obbligati_a_sostituirli_-180976074/
http://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/nuovi-contatori-la-sostituzione-non-e-obbligatoria-i-consumatori-possono-rifiutarsi/
per non parlare del fatto importante che nei libretti di istruzione degli smart meters scaricabili anche on line, ce ne sono vari tipi, non viene assolutamente precisato con chiarezza ogni quanto c'è la lettura in remoto, quanto dura l'emissione, a che frequenza e se tra una lettura e l'altra lo smart meter non ha emissione alcuna. Unireti-A2A non ha saputo dirmi nulla per ora di questo.



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lunedì 3 settembre 2018

Nuovi contatori ENEL: è possibile rifiutarsi





vedere

http://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/nuovi-contatori-la-sostituzione-non-e-obbligatoria-i-consumatori-possono-rifiutarsi/


vedere questa raccolta di articoli sullo stesso tema

https://www.google.it/m?q=e%27obbligatorio+cambiare+i+contatori%3F++associazione+consumatori&client=ms-opera-mobile&channel=new&espv=1&fbclid=IwAR3o8q_2LeyaJ3PENc3x2IFyMsm0iQJNvlu81XSxWjBjIV7WX90rueWHknE